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EVERYBODY COMES TO RICKÝS PDF Stampa E-mail

Appunti sul cinema

La rubrica si propone come un forum aperto a tutti coloro che hanno voglia di parlare un po’ di cinema, senza la pretesa di sentenziare verdetti assoluti, ma con la passione autentica e genuina di chi si reca al bar per discutere con gli amici sul film visto il giorno prima, nel buio di una sala oppure al milionesimo passaggio in tv oppure ancora in DVD, fa lo stesso. Per questo siete tutti convocati al Rick’s  Bar. Sì, quello di Casablanca. Scrivete le vostre impressioni su un film, uno qualunque, non è necessario sia un capolavoro. Potremmo scoprire insieme molte cose. Per cominciare, vi invito a qualche considerazione proprio sul film tratto dalla piece teatrale che dà il titolo a questa rubrica. Omaggio doveroso a Rick, il padrone di casa. A parte la sceneggiatura, dove non c’è una parola fuori posto, a parte la sconvolgente bellezza dei due protagonisti, a parte la storia struggente e la Casablanca di cartone, ricostruita in studio e il nostro Bar, così vistosamente finto da essere il più vero di tutti i Bar frequentati in una sala cinematografica, c’è qualcuno che se la sente di dire qualcosa di originale ?

 

COMMENTO N. 1 (G.A.)                                                                 ...Indimenticabile Notting Hill, maestoso nel suo saper divertire, emozionare e, perchè no, farci innamorare una volta di più della grandissima Julia Roberts splendida nei panni di se stessa ... a parte il nome (Anna Scott). E che dire delle battute indimenticabili di Hugh Grant ? 

COMMENTO N. 2 (A.M.V.)                                                                             LOLITA. Bene Mason, Sopra le righe la Winters, Peter Seller caricaturale. Francamente noioso e datato. Kubrick minore. (Gian si dissocia) 

COMMENTO N. 3 (K.W.)                                                                                 ORGOGLIO E PREGIUDIZIO. Keira Knightley, so nice...  

COMMENTO N.4 (Gian)                                                                                      VIAGGIO SEGRETO. Di Roberto Andò. L’Irlanda di “Ricostruzioni” si trasferisce in Sicilia e il romanzo analitico e freddo si trasforma in calore, in colore. A dispetto della critica, nel cambio ci guadagna, e il film ti fa venire voglia di comprare quella casa, che odora di domande inevase. Una su tutte : fu incesto ?
C’è qualcuno in grado di rispondere ?

COMMENTO N.5 (G.N.)                                                                                    LA VIE EN ROSE. Attrici italiane cercasi. Esiste una Marion Cotillard fra noi ? 

COMMENTO N.6 (M.DV.)                                                                             MATCH POINT. Di Woody Allen.                                                                       Un Woody Allen superbo con questo film drammatico, molto lontano dai suoi soliti film 'manhattiani'. Un film che ti tiene in sospeso fino all'ultimo e quais quasi, tuo malgrado, sei contento che il colpevole riesca a farla franca. E' la storia un arrivista che riesce a sposare una ragazza dell'alta società ma poi la tradisce. Avete giocato a tennis? La pallina da tennis passerà dall'altra parte della rete? Di chi sarà il match point? Se non l'avete visto ve lo consiglio.

COMMENTO N. 7 (K.W.)                                                                            COGNOME E NOME: LACOMBE LUCIENNE DI L. Malle. No cuts at the end, right Gian ? 

COMMENTO N. 8 (S.G.) LA VOLTAPAGINE. Di D. Dercourt. Il tema della vendetta in un film perfetto, dove nulla è fuori posto. Conciso, asciutto. Ogni battuta indispensabile. La seduzione è un'arma pericolosa. Interpreti strepitose, Frot suona davvero, Francois al suo fianco, impensabili due protagoniste diverse. Loro, noi. A proposito di pagine, ne manca sempre una.     

COMMENTO N. 9 (G.N.)

LA FIAMMA DEL PECCATO di  B. Wilder. Barbara Stanwyck, icona di tutte le dark ladies, insuperabile col suo braccialetto alla caviglia.  

COMMENTO N. 10 (G.G.)

THE ILLUSIONIST di N. Burger. Il rapporto fra realtà e finzione in una storia d'amore senza tempo nella Vienna di Cecco Beppe. Il colpo di scena finale è un tocco di magia. L' illusione del dopo.     

COMMENTO N. 11 (M.DV.)

AMERICAN GANGSTER. di R. Scott. Bravissimi gli attori protagonisti, Russell Crowe e Denzel Washington. Una bella storia di mafia 'nera' ma l'avrei raccontata in modo molto meno violento. Oggi giorno niente è più lasciato all'imaginazione.

COMMENTO N. 12 (M.N.) 

BIANCO E NERO di C. Comencini. La vita di Carlo ed Elena cambia quando Carlo conosce Nadine, un'affascinante donna di colore. Un film piacevole da vedere con un'ottima interpretazione di Ambra Angiolini e Fabio Volo.

COMMENTO N. 13 (GIAN)

LA COMMEDIA DEL POTERE. di Chabrol. Puro cinema che ti inchioda alla poltrona in attesa che qualcosa accada mentre si parla di finanza, politica e corruzione. Nulla fuori posto. Isabelle Huppert straordinaria, come sempre.

COMMENTO N. 14 (M.R.)

LA RAGAZZA DEL LAGO. di Molaioli. Mah. Film di buona qualità, intreccio banale, personaggi credibili, ma già visti. Bella fotografia. Certo, Tony Servillo è attore di rango, forse attualmente quanto di meglio in giro. Ma se questo è il film che ha sbancato i David, supponendolo il migliore del cinema nostrano, allora siamo davvero mal messi.  

COMMENTO N.15 (GIAN)

IN BRUGES. di McDonagh. Bruges protagonista di una storia noir con malcelate venature di umorismo. Perennemente in bilico fra commedia e thriller gioca su entrambi i fronti lasciando buone tracce di sè. A Bruges si può morire, fra prostitute olandesi, nani americani e coppie canadesi che non sopportano il fumo. Colin Farrell un pò sovrappeso, ma più bravo dopo l'incontro con Allen, gli altri si adeguano al ritmo dei colpi di pistola esplosi e più ancora di quelli che restano in canna. In buona sostanza un film godibile.

COMMENTO N. 16 (A.M.)

LE ONDE DEL DESTINO. di Lars Von Trier.  

Fra la gente di Scozia arida come il clima che violenta le sua terra e chiusa nel mutismo di Chiese senza campane, risplende la stella della "stupida" Bess, una inarrivabile Emily Watson, che frantuma ipocrisie e  bigottismo attraverso l'amore per Jan. Il suo sacrificio salva la vita al suo uomo e restituisce il suono melodioso e salvifico delle immaginarie campane poste sopra una piattaforma petrolifera. Grande Von Trier, ahimè, non più ripetutosi a questi straordinari livelli.